La storia di Cleo

Ciao, sono Delia, ho una micia di nome Cleo che vive con me da 10  anni. È viziatissima, ma sa essere anche molto dolce e affettuosa.
L’anno scorso sono partita per tre giorni per un viaggio di lavoro, lasciando Cleo a casa con il mio compagno e al mio ritorno mi è sembrato evidente che qualcosa nella salute di Cleo non stesse andando come avrebbe dovuto.
Era settembre e avevo già notato ad Agosto che Cleo aveva iniziato a bere di più, ma nella mia ignoranza pensavo che fosse un bene. Di colpo Cleo mi appariva magra, col pelo trasandato, brutta come quei gatti randagi malconci.Il mio veterinario disse che poteva essere un problema renale, le fece una puntura di non so che (ormai questa puntura era diventata un’abitudine) e prese appuntamento per un esame del sangue a distanza di una settimana e mezzo. Ormai stavo perdendo fiducia in lui, un po’ per queste punture di antibiotico che venivano fatte ad ogni accenno di malanno, un po’ perchè insisteva che per fare le analisi del sangue a Cleo fosse necessario sedarla.Sempre nella mia ignoranza pensavo che sedare un gatto che si pensa abbia problemi renali non sia proprio il massimo, così mi rivolsi ad un altro veterinario che mi fu consigliato da alcuni amici. E lui capì subito il problema! Fece le analisi del sangue, delle urine, controllò reni e tiroide e alla fine il verdetto fu: DIABETE!

Inutile raccontare le emozioni di quel momento, le conosci anche tu. Pensai “la mia micia sta per lasciarmi!”. Ma il mio nuovo veterinario mi rassicurò e mi disse che il diabete oggi si cura solo con l’alimentazione, “tranquilla, niente insulina!”. Così mi prescrisse i croccantini adatti ai gatti diabetici che comprai immediatamente sperando di poter salvare in questo modo la vita alla mia piccola micia.

Iniziai subito a tenere un quaderno in cui segnavo il cibo, il peso, la cacca e la quantità d’acqua bevuta dalla ciotola e dal lavandino. Iniziai anche a documentarmi nel frattempo e scoprii che i gatti sono carnivori obbligati, che significa che non sono onnivori e perciò i carboidrati sono per loro nocivi. Ma i croccantini sono quasi totalmente fatti di carboidrati, ragion per cui mai e poi mai devono essere dati ad un gatto diabetico! Che confusione, mi avevano detto che le scatolette fanno male e Cleo ha mangiato per una vita croccantini Royal Canin… Lasciamo perdere!

Nelle mie ricerche su google, lessi anche che un gatto diabetico ha un aspettativa di vita di circa 2 anni (non è vero! Ti assicuro che non è così). Piansi leggendo la storia di Carotina e di altri gattini sfortunati di cui non ricordo il nome. Intanto iniziai la transizioni dai croccantini Hills W/D a Purina DM umido.

Dopo 10 giorni a Cleo venne l’otite e iniziai una terapia antibiotica orale più un medicinale a base di cortisone per uso topico. La situazione precipitò in un attimo, Cleo iniziò a rifiutare il cibo, a vomitare di continuo e in un paio di giorni smise di fare tutto. Non mangiava più, non beveva, niente pipì e niente cacca. Era completamente disidratata. Il veterinario le fece qualche flebo in attesa di un miglioramento della situazione, ma niente. Il giorno seguente le fece due clisteri, ma niente. Il terzo giorno venne sedata e “torturata” per estrarre quello che si pensava essere un fecaloma, ma la realtà era, lo seppi poi più tardi, che Cleo era talmente disidratata da non essere in grado di espellere niente.

Il quarto giorno Cleo era totalmente gialla, le era venuto l’ittero. La portai d’urgenza in una clinica dove, dopo avermi preventivamente informato sui costi del ricovero, me la strapparono di mano dicendomi di richiamare l’indomani mattina per avere notizie. Gli occhi mi si riempirono di lacrime, scoppiai a piangere al telefono con il mio compagno appena fuori dalla clinica e in lacrime mi recai al lavoro.

Cleo rimase in clinica 5 giorni, i veterinari la rimisero a posto con flebo ed insulina e me la restituirono la sera alle 20 dicendomi che avrei dovuto fare l’insulina (Lantus) una volta al giorno e poi due se non fosse migliorata. Mi lasciarono così senza neanche darmi una scatoletta del cibo che Cleo avrebbe dovuto mangiare la sera, senza insegnarmi come fare l’iniezione…Ero persa, ma avevo di nuovo Cleo con me e sarebbe guarita.

Dimessa dalla clinica, Cleo era tutt’altro che in forma. Non mangiava, si nascondeva. Inutile dire che fusa e giochi erano solo un lontano ricordo. In clinica le avevano diagnosticato pancreatite, colangite ed ittero e il rischio di lipidosi epatica. Non ho mai capito bene quanto la pancreatite e la colangite siano state una causa od una conseguenza del suo malessere, ma continuo a pensare che Cleo abbia avuto anche una complicanza del diabete chiamata Chetoacidosi. Ricordo molto bene l’odore acido del suo alto e l’odore fruttato delle sue urine.

Per curare Cleo le avevano prescritto tre tipi di medicinali da somministrare due volte al giorno. Dovevo darle 2 pillole al mattino e due alla sera per 30 giorni. Dovevo! E così con un po’ di dolcezza e un po’ di violenza imparai a darle le pillole in bocca e lei imparò ad accettarlo visto che con il tempo iniziava a stare meglio. Fu tutt’altro che facile!

La notte che Cleo venne dimessa studiai il più possibile come prendermi cura di lei, dovevo imboccarla perchè non voleva mangiare, dovevo trovare l’alimentazione corretta per lei , dovevo imparare a farle le iniezioni e gestire le possibili ipoglicemie. Fu allora che trovai la fonte di tutte le risorse possibili, un forum americano in cui sono stata accolta, capita ed aiutata in ogni momento di difficoltà. Le persone magnifiche che frequentano quel sito mi hanno insegnato le cose che so ora, ma soprattutto mi hanno aiutato a far tornare Cleo una splendida gattina dal pelo lucente e dalle fusa rumorose.

Cleo ha ancora il diabete e la sua glicemia saltella come un grillo, ma sta bene e sembra essere tornata come prima del diabete.

Ho creato questo sito e il forum per aiutare tutti coloro che si trovano dove mi trovavo io un anno fa, ma anche per creare un luogo dove ognuno può condividere le proprie emozioni e sapere di essere capito.

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